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Ordine dei medici Veterinari della provincia di Novara

Consiglio Nazionale FNOVI
Giardini Naxos (ME), 7 aprile 2017

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DISPOSIZIONI GENERALI E SPECIFICHE
Oggetto e campo di applicazione del Codice Deontologico

 

 

DOVERI DEL MEDICO VETERINARIO

 

 

RAPPORTI TRA MEDICI VETERINARI

 

 

RAPPORTI CON LA CLIENTELA

 

 

RAPPORTI CON PRIVATI ED ENTI PUBBLICI

 

 

CERTIFICAZIONI

 

 

ASSOCIAZIONE E SOCIETÀ

 

 

RAPPORTI CON ALTRE PROFESSIONI

 

   TOP  

 

PUBBLICITA'

 

 

ONORARI

 

 

GIURAMENTO PROFESSIONALE

 

DISPOSIZIONI FINALI

 

 


Brevi approfondimenti di commento ad alcuni articoli

Approfondimento n. 1 - Art. 8 - Comportamento secondo scienza, coscienza e professionalità - Comportamento in scienza, coscienza e professionalità: tale comportamento deve essere inteso come l’espressione di quel delicato equilibrio che il MV assume nelle scelte cliniche caso per caso, tra bagaglio scientifico collettivo e individuale e le personali convinzioni morali.
Scienza e coscienza non sono oggetto di arbitrio, ma seppur lasciate alle singole individualità professionali, possono essere sempre oggetto di giudizio esterno del corpo professionale e prevedono assunzione di forti responsabilità professionali sul proprio operato

Approfondimento n. 2 - Art. 26 - Conflitto di interessi - Il conflitto di interessi si verifica quando “ci si trova nella condizione nella quale un giudizio professionale riguardante un interesse primario tende ad essere influenzato da un interesse secondario quale il guadagno economico o vantaggio personale”.
Il conflitto di interessi non è un comportamento ma una condizione, che si verifica ogniqualvolta esiste una relazione in grado di compromettere l’indipendenza della persona.
Considerato che il guadagno economico costituisce una componente ineliminabile di qualsiasi attività professionale, gli interessi secondari non sono di per sé illegittimi in quanto tali, ma il conflitto emerge quando la loro rilevanza tende a prevalere sugli interessi primari, che in medicina veterinaria sono rappresentati dall’insieme dei doveri etici e deontologici e legali quali la salute delle persone, degli alimenti, degli animali, l’integrità della ricerca, la formazione dei professionisti e l’informazione corretta dei cittadini.
Il conflitto di interessi è intrinseco alle professioni della salute ed è al tempo stesso estremamente diffuso e quasi mai riconosciuto come reale criticità. Di conseguenza mina l'integrità del sistema favorendo la diffusione di interventi inefficaci e inappropriati e alimentando numerosi comportamenti opportunistici.
Numerosi conflitti di interesse influenzano il mondo della ricerca. L'agenda della ricerca è dettata in larga misura dall'industria farmaceutica e biomedicale; le riviste biomediche hanno enormi autonomie per decidere quali studi pubblicare; i medici veterinari ottengono la maggior parte delle informazioni sui farmaci dagli informatori scientifici; il mercato della formazione continua è ricco di iniziative sponsorizzate dall'industria.
Il mercato dei servizi professionali risente inevitabilmente di asimmetrie informative che permettono ai sanitari di influenzare sia l'offerta di servizi, sia la domanda dell’utenza: ne conseguono la prescrizione e l'erogazione di interventi inefficaci e inappropriati, in particolare quando il profitto commerciale diventa il movente principale del mercato e i meccanismi di regolazione sono inesistenti o inefficaci.
I medici veterinari incaricati di attività di controllo ufficiale non possono essere nella condizione di erogare prestazioni oggetto del loro controllo. Il personale convenzionato deve essere posto nella condizione di esercitare la libera professione evitando situazioni di conflitto anche potenziale.

Approfondimento n. 3 - Art. 32 - Consegna di documenti - Relazione clinica - Il Medico Veterinario redige - con completezza, chiarezza e diligenza - la relazione clinica, quale documento essenziale dell’evento medico, in caso di ricovero e di attività diagnostiche, chirurgiche o terapeutiche che presuppongano un decorso complesso.
Il Medico Veterinario riporta nella relazione clinica i dati anamnestici e quelli obiettivi relativi alla condizione clinica e alle attività diagnostico-terapeutiche praticate; registra il decorso clinico assistenziale nel suo contestuale manifestarsi o nell’eventuale pianificazione anticipata delle cure. Il Medico Veterinario registra nella relazione clinica anche i modi e i tempi dell’informazione fornita al cliente e i termini del consenso o dissenso ricevuto dal cliente.
Attualmente per i medici veterinari non esiste nessun riferimento specifico normativo per i tempi di conservazione della documentazione (per gli avvocati ad esempio è il Codice Civile art. 2961, che stabilisce in tre anni l'obbligo di tenuta dei documenti). Pertanto si ritiene opportuno indicare in 5 anni il tempo di conservazione ( considerato che il credito al risarcimento provocato dal comportamento dannoso altrui e l’attività disciplinare si prescrivono in cinque anni ). Per la massima prudenza e sicurezza i documenti andrebbero conservati per 10 anni (termine della prescrizione decennale, tombale, applicabile a tutti i diritti di credito).

Approfondimento n. 4 - Art. 37 - Abuso di professione - Commette il reato previsto dall’art. 348 CP non solo chi non sia in possesso della abilitazione dello Stato, ma anche chi non sia iscritto nel relativo albo o, dopo esservi stato iscritto, sia stato radiato o sospeso dall'esercizio professionale, atteso che l'attualità della abilitazione all'esercizio è presupposto dei requisiti di probità e competenza tecnica ritenuti necessari dalla legge.

Giurisprudenza:
Cass. pen., Sez. 6, Sentenza n. 20439 del 15/02/2007, dep. 24/05/2007, Rv. 236419.
Cass. pen. sez. VI, sentenza n. 1151 8 gennaio 2003.

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